Anedda Angioy, Antonella Aggiorna dati

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Biografia

Antonella Anedda Angioy è poeta e saggista. Nasce a Roma da un'antica famiglia sarda nel 1955. Si laurea cum laude in storia dell’arte moderna con Augusto Gentili, presso l’Università La Sapienza di Roma. La tesi viene pubblicata su Arte veneta. Nel 1982 vince una borsa di studio presso La Fondazione Cini di Venezia e collabora con articoli di critica d’arte a quotidiani e riviste. Lavora presso il Museo delle Arti popolari di Roma. Insegna mediazione linguistica presso la cattedra di Anglistica a Roma e successivamente, fino al 2006, presso l’Università di Siena con sede ad Arezzo. Inizia a collaborare con l’Università della Svizzera Italiana come docente del Master in Lingua letteratura e civilità italiana e dal 2014 del Bachelor. Partecipa a programmi radiofonici per RAI 3 e per la Radio Svizzera e a numerosi Convegni come Arcipelago Malinconia (Roma,1999). Cura nel 2001 il volume degli atti: "Poeti della malinconia". Idea un progetto sulla cultura ebraica dal titolo: "Una scuola per la tolleranza" per l'università e le scuole secondarie e partecipa a incontri sulla Poesia ebraica italiana. Frequenta per due anni il corso sul Midrash tenuto a Roma dalla scrittrice Giacoma Limentani.

Il suo esordio in poesia è del 1992 con il libro Residenze invernali (Premio Sinisgalli opera prima, Premio Diego Valeri e Tratti Poetry Prize) Nel 2000 con il secondo libro: Notti di pace occidentale vince il Premio Montale per l’opera edita. Continua a collaborare con varie riviste di letteratura e arte come Rinascita, Ipso facto, Doppiozero, Alfabeta2. E’ nella redazione della rivista Testo a Fronte. Collabora con artisti come Ruggiero Savinio che illustra la prima edizione della plaquette di Residenze invernali, Jenny Holzer che utilizza i suoi testi per una sua installazione a Roma, con musicisti come Paolo Fresu che ospita suoi testi durante il Festival di Berchidda e Diego Minciacchi per il quale scrive un coro per flauti e voci rappresentato a Parigi nell’aprile 2010. Cura, nel 1994 l’antologia di poesie e prose di Philippe Jaccottet: Appunti per una semina. Sempre di Phillippe Jaccottet traduce le prose de La parola Russia, con in appendice versioni da Osip Mandel'ŝtam. Con altri libri di poesia: Il catalogo della gioia (2003), Dal Balcone del corpo (Mondadori 2007) ottiene vari riconoscimenti tra cui il Premio Eloro, il Premio Sibilla Aleramo, il Premio Dessì e il Premio Napoli che sceglie Dal balcone del corpo come Libro dell’anno. Tra i libri di saggi: Cosa sono gli anni, (Fazi 1997), La luce delle cose, (Feltrinelli 2000 ) le cui pagine vengono lette insieme a testi di Tanizaki da Huub Ubbens per un’istallazione dedicata alla luce: LED Light Exhibition Design 2010, Milano. Partecipa a vari festival di poesia internazionali come recentemente il Festival di Ledbury in Inghilterra in occasione del quale l’italianista Peter Hainsworth presenta la sua opera sul Times Literary Supplement. Nel 2005 in occasione del Manhae International Poetry Festival for World Peace ha fatto parte di una delegazione internazionale di scrittori che da Seoul si recano in Corea del Nord, nella speranza, poi delusa, di unire i poeti delle due Coree in un’unica lettura. Nel 2003 cura i racconti di Grazia Deledda: Come Solitudine (Donzelli). Tra gli altri volumi curati: Villette di Emily Brontë (Fazi), le opere della filosofa sufi Malek Jan Nemati: La vita non è breve ma il nostro tempo è limitato. Nel 2009 pubblica La vita dei dettagli. Le sue versioni da poeti classici come Saffo e Ovidio e contemporanei come Philippe Jaccottet sono raccolte nel volume Nomi distanti. (1998 e 2012) Traduce e cura il volume Don’t Waste my Beauty, antologia della poetessa statunitense di Barbara Carle (2006). Cura per i libri del Corriere della sera, volume di liriche di Anna Achmatova, Il prodigio delle cose (2012) Corriere della sera.Scrive numerose introduzioni tra cui a Mrs Dalloway di Virginia Woolf (Einaudi, 2012) e a Tornata alla terra di Mary Webb (Elliot,20012)Cura e traduce con Elisa Biagini e Emanuela Tandello il volume della scrittrice canadese Ann Carson: Antropologia dell'acqua (Donzelli,2010). Il suo ultimo libro di poesie Salva con nome (Mondadori, 2012) ha vinto tra gli altri, il Premio Viareggio-Repaci, il Premio Pascoli e il premio Alghero Donna. I suoi testi sono tradotti nelle principali lingue europee e non, come giapponese, coreano, ebraico. Due i volumi tradotti in spagnolo: Noches de paz occidental e Residencias invernales per la casa editrice Igitur con un testo introduttivo di Amelia Rosselli. Nel 2008 esce Nuits de paix occidentale, suivi de La lumière des choses" (L'Escampette) con traduzione di Jean-Baptiste Para. La traduzione tedesca di Dal balcone del corpo (Vom Erker des Körprs, traduzione di Annette Kopetzki) è uscita nel 2010 per Litteraturverlag Ronald Hoffmann. Di prossima pubblicazione, nell’autunno 2014: Archipelago un’antologia in inglese per la casa editrice Bloodaxe curata dal poeta Jamie McKendrick. Sempre nel 2014 sono previste due traduzioni in lingua spagnola: un’antologia per la casa editrice argentina Hilos e la traduzione del volume Dal balcone del corpo per la casa editrice messicana Vaso roto. Recentemente ha partecipato con installazioni e una performance alla mostra Lontano da dove presso il Museo Macro di Testaccio. Nel 2013 un suo testo scritto per Nicoletta Braschi dal titolo A Lunar Woman è stato messo in scena a Roma per la regia di Francesco Saponaro ed è in corso di pubblicazione con incisioni di Lino Fiorito. Il suo ultimo lavoro in prosa è: Isolatria. Viaggio nell’arcipelago della Maddalena. (Laterza, 2013). Partecipa alla Biennale Danza del 2013. Dal 2012 vive tra l’Italia e l’Inghilterra per una ricerca sui rapporti tra Leopardi e Erasmus Darwin. Nel gennaio 2014 le è stato conferito il Premio Puškin per l’opera poetica e saggistica.

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