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Pragmatic Linguistics

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Contenuti

Le parole non dette: coinvolgimento e distacco nel discorso

Dopo l’introduzione di alcune nozioni fondamentali caratterizzanti l’approccio pragmatico al discorso, si tratterà il fenomeno del non detto, tra cancellazione radicale e sostituzione allusiva, nei suoi stretti rapporti con le procedure usate dai parlanti per dimostrare coinvolgimento o distacco. La manifestazione più radicale del non detto è il dire proibito o pericoloso. Un caso particolare è dato dal tabù linguistico, studiato dai grandi indoeuropeisti ed etnolinguisti del Novecento. La parola è indicibile, coperta da interdizione; il coinvolgimento verso il significato, magico e religioso, è talmente forte da imporre il distacco totale, la rimozione del significante dal vocabolario e la sua sostituzione, collettiva, con eufemismi e perifrasi di vario tipo. Una forma moderna di interdizione linguistica, con esiti di sostituzione in parte simili, è la censura, illustrata per esempio dalle Perifrasi del concetto di fame nella lingua segreta dei prigionieri italiani nella Grande guerra descritte da Leo Spitzer.
Forme meno estreme di non detto rientrano nel complesso di mezzi e strategie, a vari livelli linguistici e secondo diverse dimensioni interazionali, definibili come ‚mitigazione‘. Nel dialogo gli interlocutori si muovono e prendono le distanze, sia verso l’oggetto dei loro enunciati, sia l’uno verso l’altro. Il calibraggio delle distanze può essere di tipo cognitivo ed epistemico: mediante avverbi modali, il condizionale, i segnali discorsivi ecc. il parlante modula la sua sottoscrizione alla verità dell’enunciato. In altri casi il calibraggio è di tipo interattivo-emotivo: il parlante modula il suo coinvolgimento/distacco verso l’interlocutore. In entrambi i casi il calibraggio delle distanze configura una gamma di scelte stilistiche che spetta all’interlocutore interpretare, tenendo conto sia del detto, sia delle scelte disponibili nel dato contesto, ma evitate.

Modalità didattiche
Lezioni ex cathedra delle docenti e discussioni di saggi preparate da gruppi di studenti. La parte seminariale del corso comprenderà cinque lezioni, dedicate ai testi contrassegnati da una freccia nella bibliografia del corso. Si formeranno i gruppi e definiranno le letture nelle prime due settimane del corso.

Modalità di valutazione
Esame scritto. Gli studenti svilupperanno per iscritto quattro quesiti, uno dei quali porterà sul testo da loro preparato nella parte seminariale del corso. La materia d’esame comprenderà le nozioni fondamentali esposte nelle Sei lezioni di Pragmatica, gli argomenti presentati a lezione e i testi discussi durante le sei lezioni seminariali.

Bibliografia

Introduzione alla pragmatica

  • Caffi, Claudia, 2009, Sei lezioni di Pragmatica, Roma, Carocci.
  • Goffman, Erving, 1987, "Footing", in Id., Forme del parlare (pp. 175-216), Bologna, Il Mulino (ed. originale "Footing", Semiotica 25, 1979, pp. 1-19, rist. in Id., Forms of talk, Oxford, Basil Blackwell, 1981, pp. 124-157).

Tabù linguistico, eufemismo e mitigazione

  • Benveniste, Émile, 2010 [11949]), „Eufemismi antichi e moderni", in Id., Problemi di linguistica generale, trad. it. di M. V. Giuliani, Il Saggiatore, Milano, pp. 367-375 (ed. or. „Euphémismes anciens et modernes“, in Die Sprache, I, 1949; rist. in Id., Problèmes de linguistique générale, Paris, Gallimard, 1966).
  • Caffi, Claudia, 2001, "Esserci e non esserci nella comunicazione: aspetti emotivi della competenza metapragmatica", in: Ead., La mitigazione. Un approccio pragmatico alla comunicazione nei contesti terapeutici, Münster, LIT, cap. 4.0-4.7, pp. 103-132.
  • Caffi, Claudia, 2001, "Pragmatica della mitigazione nei contesti terapeutici: cespugli, siepi, schermi", in: Ead., La mitigazione. Un approccio pragmatico alla comunicazione nei contesti terapeutici, Münster, LIT, cap. 9, pp. 299-325
  • Canobbio, Sabina, 2009, "Confini invisibili: l’interdizione linguistica nell’Italia contemporanea", in G. Iannaccaro, V. Matera (a cura di), La lingua come cultura, Torino, UTET Università, pp. 35-47.
  • Cardona, Giorgio Raimondo, 2006 [11976], "Nomen omen", in: Id., Introduzione all'etnolinguistica,Torino, UTET Università, pp. 113-132.
  • Gibelli, Antonio, 2019, "Scritture della fame nell'Europa della Grande guerra. Il caso dei prigionieri italiani", in Spitzer 2019 [11920], pp. 47-70.
  • Lausberg, Heinrich, 1997 [11967], Elementi di retorica, Bologna, Il Mulino (ed. or. Elemente der literarischen Rhetorik, München, Max Hueber, 1967)

§ 91 - § 102 (introduzione alla parte terza, dedicata all'elocutio), pp. 65-69
§ 130 - § 133 (introduzione del concetto di perspicuitas come virtus elocutionis), pp. 79-82
§ 162 - § 236 (l'ornatus come virtus elocutionis, in particolare in verbis singulis), pp. 95-130

  • Meillet, Antoine, 1921 [11906], "Quelques hypothèses sur des interdictions de vocabulaire dans les langues indoeuropéennes", in A. Meillet, Linguistique historique et linguistique générale, Paris, Honoré Champion, pp. 281-291.
  • Spitzer, Leo, 2019 [11920], Perifrasi del concetto di fame. La lingua segreta dei prigionieri italiani nella Grande guerra, Milano, Il Saggiatore, ed. it. a cura di Claudia Caffi, traduzione: Silvia Albesano (ed. or. Die Umschreibungen des Begriffes "Hunger" im Italienischen: Stilistisch-onomasiologische Studie auf Grund von unveröffentlichtem Zensurmaterial, Halle a. S., Niemeyer, 1920). (estratti)

People

 

Caffi C.

Course director

Additional information

Semester
Spring
Academic year
2019-2020
ECTS
3
Language
Italian
Education