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Contemporary History

Description

Modulo I - Sonia Castro Mallamaci
Contenuti
I diritti umani nella storia
Il corso è dedicato all’affermazione ed evoluzione storica dei diritti umani, in quanto idea prodotta dalla storia, i cui fondamenti sono oggetto oggi di un dibattito sempre più vasto e ramificato e di un’attenzione costante. Il concetto di diritti umani è considerato nella sua accezione più ampia, comprendente i diritti civili, politici, economici e sociali, ma anche i diritti delle donne, come è stato affermato nella Dichiarazione delle Nazioni Unite di Pechino del 1995, che costituisce oggi il principale riferimento internazionale sui diritti umani delle donne. Quest’ultima afferma infatti che la piena attuazione dei diritti delle donne e delle bambine costituisce parte integrante e inalienabile dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Le lezioni illustreranno l’origine dei diritti umani, richiamando brevemente le fase della teorizzazione e dichiarazione dei diritti tra Sei e Settecento, per poi concentrarsi maggiormente sull’età contemporanea, partendo dalla loro positivizzazione nel corso del XIX secolo, in concomitanza con l’affermazione di forme statuali costituzionali e parlamentari, fino alla loro moltiplicazione e internazionalizzazione nel XX secolo.
Un’attenzione particolare verrà dedicata alla storia dei diritti delle donne, che si interseca con quella dei diritti dell’uomo, e al contesto elvetico. Dopo un’analisi delle dinamiche storiche generali le lezioni si concentreranno sull’evoluzione e affermazione dei diritti civili, politici, economici e sociali e delle donne nella Confederazione a partire dalla costituzione dello stato federale nel 1848. Proprio in questo contesto specifico la concessione dei diritti politici alle donne subì una dinamica del tutto peculiare, caratterizzata da un ritardo considerevole rispetto al resto dei paesi europei, con conseguenze rilevanti anche sul piano dei diritti cosidetti di seconda generazione, basti pensare all’assicurazione per la maternità, concessa soltanto nel 2004.
La storia dei diritti è quindi intesa come un filtro attraverso il quale leggere la contemporaneità, nelle sue alternanti fasi di affermazione e negazione dei principi democratici, sia sul piano interno che su quello internazionale.
Modalità didattiche
Le lezioni si suddividono in lezioni frontali e dialogate di inquadramento storico generale, realizzate mediante slides, saggi storiografici, fonti audio-visive e scritte, e momenti laboratoriali, dedicati all’approfondimento di tematiche specifiche. Le esercitazioni laboratoriali verrranno svolte soprattutto partendo dall’analisi di fonti primarie e potranno anche comprendere momenti dedicati alle presentazioni orali da parte degli studenti. 
Bibliografia
Programma d´esame e testi adottati
Il programma d’esame verte sull’insieme dei temi e delle fonti che verranno proposte durante le lezioni e pubblicate sulla piattaforma ICorsi e in particolare sui seguenti saggi:
1. ALESSANDRA FACCHI, Breve storia dei diritti umani. Dai diritti dell’uomo ai diritti delle donne, Bologna, Il Mulino, 2013.
2. MARCELLO FLORES, Storia dei diritti umani, Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 133-178.

Modulo II - Luigi Lorenzetti
Contenuti
La Svizzera nel XX secolo: equilibri, crisi e costruzione identitaria
Lo Stato liberale che ha edificato la Svizzera moderna nella seconda metà del XIX secolo fu confrontato, nel corso del XX secolo, con una serie di fratture e di crisi (politiche, sociali ed economiche) che si sono riverberate sulle forme della coesione interna, sugli assetti istituzionali e sui processi della costruzione identitaria del paese.
Il corso si prefigge di ripercorrere e analizzare alcuni nodi della storia elvetica del XX secolo, dalle  incertezze della prima metà del secolo, fino agli anni della guerra fredda e del boom economico delle Trente glorieuses. In particolare, si metterà in evidenza il ruolo delle fasi di transizione (la Prima guerra mondiale, la crisi degli anni ’30, la Seconda guerra mondiale, la Guerra fredda, il boom economico del secondo dopoguerra, il “malessere” socio-economico e i fermenti socio-politici degli anni ‘70) e le loro implicazioni nell’evoluzione della costruzione identitaria del paese.
Dopo la polarizzazione politico-culturale degli anni del Kulturkampf, negli anni a cavallo tra Otto e Novecento, il diffondersi in Europa dei nazionalismi portò la Svizzera a cercare nuovi linguaggi per rafforzare il suo senso identitario e la sua coesione culturale. La Prima Guerra mondiale – vissuta dalle due alleanze militari come un vero e proprio scontro di civiltà – portò la Confederazione sul bordo di una profonda lacerazione tra la Svizzera romanda (che parteggiò per le potenze alleate) e la Svizzera tedesca (che si schierò a favore degli imperi centrali). A tale contrapposizione si sovrapposero gli attriti politici e sociali derivanti dai flussi immigratori e dalla crescente contestazione dei movimenti operai e socialisti nei confronti dell’egemonia politica e economica borghese.

Le incertezze politiche ed economiche si prolungarono anche nel primo dopoguerra. Il crack borsistico del 1929 e la successiva crisi economica innescarono un clima di crescenti tensioni interne, altresì accentuate dalla crescente presa dei modelli totalitari affermatisi alle porte del paese. A fronte di tale situazione, la Confederazione elaborò una serie di risposte che si coagularono attorno ad alcune misure di regolazione sociale e economica. La definizione di una politica immigratoria nazionale, l’intervento pubblico nell’economia, l’abbozzo del moderno Stato sociale, la convenzione della “pace del lavoro”, le politiche a sostegno dell’agricoltura e delle regioni più deboli guidarono l’evoluzione del paese, in quei difficili anni di crisi economica e sociale, diventando nel contempo importanti elementi identitari. Essi conobbero un ulteriore sviluppo durante la Seconda guerra mondiale, quando la Svizzera fu confrontata con la minaccia nazifascista e con la necessità di garantire la sua sopravvivenza democratica ed economica.
Risparmiata dalle distruzioni della guerra e con una struttura produttiva intatta, la Svizzera poté rapidamente rilanciare la sua crescita economica. Grazie alla flessibilità del suo mercato lavorativo – garantita dalla forte immigrazione – e al rafforzamento della sua piazza finanziaria, il paese partecipò alla crescita e alla prosperità del secondo dopoguerra, ma fu anche investito, a partire dalla fine degli anni ’60 dai movimenti giovanili e di contestazione che portarono a una profonda trasformazione dei rapporti sociali e intergenerazionali e dei modelli culturali. 
Obiettivi didattici
Il corso si prefigge di offrire agli studenti un quadro d’insieme della storia svizzera del XX secolo che consenta loro di contestualizzare le continuità e le rotture che hanno ritmato la vita del paese e di cogliere le articolazioni tra le vicende interne e quelle internazionali alla luce delle sue dinamiche economiche, sociali, politiche e culturali.
Modalità didattiche
Il corso prevede lezioni frontali (corredate da slides messe a disposizione sulla piattaforma iCorsi3). Durante le stesse verranno presentati e discussi documenti di varia natura (fonti archivistiche, documenti cartografici e iconografici, dati statistici ecc.) volti a sensibilizzare gli studenti verso il metodo storico e l’analisi critica delle fonti.
Bibliografia
Letture propedeutiche
- AA.VV., Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, T. III, Lugano-Bellinzona, Giampiero Casagrande, 1983 (cap. 7 e 8).
- Bergier Jean-François, Storia economica della Svizzera, Lugano Casagrande, 1999.
- Kreis Georg (Hg.), Die Geschichte der Schweiz. Basel, Schwabe, 2014.
- Maissen Thomas, I miti svizzeri. Realtà e retroscena, Locarno, Dadò, 2015.
- Walter François, Une histoire de la Suisse, Neuchâtel, Alphil, 2016.
Modalità di valutazione:
Esame scritto.
Modulo I (Sonia Castro Mallamaci) 
L’esame consisterà in 2 quesiti, una fonte da analizzare e una domanda aperta, sui temi affrontati a lezione e nella bibliografia indicata. Non sono previste prove in itinere. 
La valutazione dello scritto tiene conto dell’esaustività e maturità critica delle risposte, nonché dell’uso di un lessico storico adeguato.
Modulo II (Luigi Lorenzetti)
L’esame finale verte su:
- L’insieme dei temi presentati dal docente durante il corso.
- Thomas Maissen, Svizzera. Storia di una federazione, Trieste, Beit, 2015, p. 229-350.
- Due articoli attinenti al corso e segnalati alla fine del corso.

People

 

Lorenzetti L.

Course director

Additional information

Semester
Spring
Academic year
2020-2021
ECTS
6
Language
Italian
Education