Seminario di Filosofia Tardo-Antica - A: Libertà e Responsabilità nell'Etica Neoplatonica
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Che cosa significa essere liberi? Quando un’azione è imputabile? Perché lodiamo o biasimiamo qualcuno? Queste domande che sorgono in etica e in filosofia dell’azione si intrecciano con problemi ricorrenti: il rapporto tra carattere e scelta, il ruolo delle passioni, la tensione tra autonomia personale e ordine del mondo.
Queste stesse domande sono poste anche da filosofi tardo-antichi neoplatonici. Ma essi le affrontano dentro una cornice metafisica e psicologica differente: il mondo è ordinato secondo principi necessari, l’anima ha livelli e funzioni differenti, la libertà è un tipo di ‘attività’, un principio interno e una forma di auto-determinazione. La responsabilità non riguarda solo singoli atti. Riguarda il modo in cui un agente diventa ciò che è. Riguarda la sua capacità di rispondere a un principio razionale interno.
Il corso mostra come i neoplatonici riformulano le domande iniziali su libertà e responsabilità. Essi partono da un quadro in cui la dipendenza da principi e condizioni esterne non elimina necessariamente l’autonomia. Si può essere ‘sotto l’Uno’ e tuttavia ‘in controllo di sé’. La libertà è legata a un principio interno di ‘attività perfetta’ (Plotino, Enneadi VI 8, 1–6). In Plotino questo principio è collegato a un aspetto dell’anima che ‘non discende’, unito all’Intelletto (Plotino, Enneadi IV 3–4). In Giamblico e in Proclo questa soluzione viene rifiutata. La libertà viene invece ancorata alla natura essenziale dell’anima e alla sua capacità di auto-determinarsi (Giamblico, Lettera a Macedonio sul fato).
Se la libertà è ‘attività perfetta’, allora è pienamente libera solo l’azione che procede dal principio razionale dell’anima. Le azioni viziose, invece, sembrano effetti di una schiavitù alle passioni o a fattori esterni, e perciò risultano meno chiaramente imputabili (Plotino, Enneadi III 2–3). Questo quadro diventa ancor più problematico se si ammettono reincarnazione e determinazione prenatale: nel Mito di Er condizioni e disposizioni sembrano in parte fissate prima della nascita, rendendo più difficile stabilire quanto merito o colpa spettino all’agente (Platone, Repubblica X; Proclo sul Mito di Er). La strategia comune che analizzeremo è questa: non sempre siamo responsabili delle azioni compiute quando siamo già schiavi, ma siamo responsabili del processo che ci ha condotti a quella schiavitù (Porfirio, Sul ‘ciò che dipende da noi’).
Il seminario proporrà la lettura di testi di Plotino, Giamblico, Proclo e Porfirio, con riferimenti a Damascius e Simplicio.
Objectives
(i) Conoscere nozioni di base dell’etica neoplatonica (libertà, auto-determinazione, responsabilità, ‘ciò che dipende da noi’). (ii) Acquisire capacità di analisi testuale di fonti neoplatoniche, ricostruendo tesi e argomenti a partire dai passi assegnati. (iii) Sviluppare strumenti concettuali di etica antica per leggere e discutere problemi contemporanei di imputabilità e responsabilità.
Teaching mode
In presence
Learning methods
Lezioni frontali, redazione di un elaborato (e possibile presentazione in classe).
Examination information
La modalità seminario prevede due possibilità:
(A) una presentazione di 30 minuti con Q and A di 15 minuti + un paper 1500-2000 parole.
(B) la consegna di un paper da 3000-3500 parole entro il 30 gennaio (sessione invernale), 30 giugno (sessione estiva) oppure il 15 settembre (sessione autunnale).
Bibliography
Education
- Bachelor of Arts in Filosofia, Seminar, Elective, 2nd year
- Bachelor of Arts in Filosofia, Seminar, Elective, 3rd year
- Bachelor of Theology, Seminar, seminario, Elective, 2nd year
- Bachelor of Theology, Seminar, seminario, Elective, 3rd year
- Bachelor of Theology, Seminar, Seminario FF, Elective, 2nd year
- Bachelor of Theology, Seminar, Seminario FF, Elective, 3rd year