Ricerca di contatti, progetti,
corsi e pubblicazioni

Letterature regionali e tradizioni europee

Descrizione

Ai margini della poesia: le prose dei poeti
Da sempre, si può ben dire, i maggiori poeti della nostra tradizione si muovono con grande libertà anche nel campo della prosa, accompagnando la scrittura versificata con più distese avventure meditative, critiche e in qualche caso francamente narrative. Nel corso del XX secolo questa tendenza si è manifestata con regolarità, anche a prescindere dalla fortuna della cosiddetta “prosa lirica”, su scala europea. Basterà pensare, in questo senso, alla grande eredità romantica e baudelairiana; e non meno significativo sarà considerare il recente volume della Bibliothèque de la Pléiade che raccoglie l’opera omnia di un poeta vivente, Philippe Jaccottet, dentro il quale libri di poesia e titoli di prosa si alternano e si mescolano, creando un unico e per molti aspetti quasi inedito grande orizzonte; o il vastissimo collage di titoli e di generi che definisce il percorso di un altro grande contemporaneo, Yves Bonnefoy.
Quasi tutti i protagonisti della migliore poesia novecentesca si sono in effetti cimentati, a vario titolo e secondo differenti modalità, nella scrittura in prosa, giungendo anzi con frequenza notevole ad inserire quest’ultima all’interno di una raccolta poetica, sfumando così i confini tra i due generi.
Ma quale dialogo si stabilisce, entro una stessa opera autoriale, tra verso e prosa, tra componimento lirico e pagina fitta? Quali rimbalzi, quali commistioni, quali influenze si producono? La poesia e la prosa si configurano spesso come due strumenti espressivi diversi e complementari, che l’autore alterna a seconda delle sue esigenze, dei suoi progetti, dei momenti della vita: è possibile capire quando e come il poeta sceglie di spostarsi sulla tastiera della prosa? Poesia che tende a sorradere la prosa, prosa che tenta il poeta, lo chiama a sé e forse ne è a sua volta modificata in chiave moderatamente lirica; intonazione tragica del fotogramma lirico e respiro più ironico o apertamente comico della narrazione che si alternano; dimensioni che si interrogano e si completano forse a vicenda, tra verticalità della parola e orizzontalità della sintassi?

Nel tentativo di esplorare questi interrogativi, il corso proporrà soprattutto la lettura e l’analisi di alcune opere esemplari di poeti del secondo Novecento che hanno battuto anche i sentieri della prosa: Camillo Sbarbaro, Eugenio Montale, Andrea Zanzotto, Vittorio Sereni e Giorgio Orelli.

Modalità d´esame
L’esame, un colloquio orale della durata di 30 minuti, verterà su due aspetti principali:

  1. Il corso nel suo insieme
  2. Uno degli autori trattati durante il corso, scelto e approfondito personalmente dallo studente (lettura di un’opera e di uno o più saggi critici)

Bibliografia di riferimento
Verrà pubblicata nel corso dell'estate 2016

Persone

 

Pusterla F. A.

Docente titolare del corso

Informazioni aggiuntive

Semestre
Autunnale
Anno accademico
2016-2017
ECTS
3
Offerta formativa
Master of Arts in Lingua, letteratura e civiltà italiana, Corso di base, Conoscenze di base, 2° anno