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BankAr-Cod - Le pratiche argomentative delle banche svizzere per riconciliare il conflitto di doveri nell´implementazione delle norme anti-riciclaggio

Persone

Responsabili

Rigotti E.

(Responsabile)

Barone Adesi G.

(Co-Responsabile USI)

Cottier B.

(Co-Responsabile USI)

Collaboratori

Palmieri R.

(Collaboratore)

Sandulescu M.

(Collaboratore)

Abstract

Le normative anti-riciclaggio e anti-finanziamento del terrorismo (AML e CTF) pongono le banche di fronte ad un dilemma: da un parte le banche sono legate ai loro clienti da una relazione di fiducia, definita contrattualmente, che implica il dovere e l´impegno ad operare nell´interesse del cliente, garantendogli la necessaria trasparenza e riservatezza; dall´altra parte, a seguito delle norme AML e CTF, le banche hanno il dovere di monitorare il loro cliente e, in caso di ´sospetti ragionevoli´ che i fondi di quest´ultimo possano essere legati ad un´attività illecita, denunciare il cliente all´Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio (in Svizzera MROS), senza informarlo, rischiando così di compromettere la continuità di un rapporto trasparente e confidenziale.
Tale conflitto di doveri ricade in gran parte sul singolo banchiere che, a nome del suo istituto bancario, si assume sia il compito di "sorvegliare" costantemente il suo cliente che quello di intraprendere e mantenere con questi un rapporto d´affari confidenziale e proficuo. Il progetto affronta il problema focalizzandosi sull´argomentazione, ovvero l´attività comunicativa volta a risolvere conflitti e a sostenere processi decisionali. Difatti, come conseguenza del nuovo paradigma creato dalle norme AML e CTF le banche sono investite di tre compiti senza precedenti che comportano pratiche argomentative per la loro realizzazione: (1) la decisione di trasmettere una comunicazione a MROS; (2) la giustificazione del ´ragionevole sospetto´ entro la comunicazione di sospetto; (3) il mantenimento attraverso strategie argomentative del rapporto professionale e interpersonale con il cliente, al fine di conciliare, per quanto possibile, il rispetto del quadro giuridico e degli obiettivi istituzionali della banca.
La ricerca è di natura interdisciplinare, integrando le dimensioni economica, legale e argomentativa. La prima analizza le misure e le policy attivate dalle banche svizzere per adempire a questi obblighi. La seconda si focalizza su (1) caratterizzare in modo più preciso la natura e la dimensione del conflitto tra gli obblighi di sorveglianza e denuncia segreta e la fiducia e riservatezza dovute al cliente; e (2) chiaririe il concetto giuridicamente indefinito di ´ragionevole sospetto´ integrando a tal fine le competenze di analisi semantica offerti dai membri del progetto afferenti alla componente di argomentazione. Quest´ultima analizza le pratiche e le strategies argomentative adottate dalle banche nei tre compiti sovramenzionati.
Dal punto di vista metodologico, la ricerca è basata sull´analisi di documenti bancari e su interviste semi-strutturate rivolte a compliance officers e relationship managers di istituti bancari svizzeri.
I risultati contribuiranno a comprendere meglio le implicazioni pratiche delle norme AML e CTF sulle banche e i loro impegati e, in particolare attraverso l´identificazione di best practices, permetteranno di suggerire delle linee guida volte al miglioramento della gestione di questa compless problematica.
La ricerca è supportata da un Advisory Board composto dal direttore di MROS, un membro esecutivo della Swiss Banking Association, da un membro della FINMA (divisione "mercati", sezione anti-riciclaggio) e dal direttore della BSI.

Informazioni aggiuntive

Data d'inizio
01.12.2010
Data di fine
01.12.2013
Durata
36 Mesi
Stato
Concluso

Pubblicazioni