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Il salario minimo. Linee guida per la Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone

Persone

Responsabili

Maggi R.

(Responsabile)

Collaboratori

Baruffini M.

(Collaboratore)

Naguib C.

(Collaboratore)

Abstract

Le questioni legate alla garanzia esistenziale del reddito sono state oggetto di discussione in tutte le epoche a partire dalla Rivoluzione industriale dell’800. In genere la causa principale citata per l’introduzione di un salario minimo è che questo costituisca un aiuto per le famiglie o gli individui più poveri e a basso reddito nel guadagno un “reddito sufficiente”. Tuttavia, il potenziale lato negativo risiede nel fatto che una soglia minima può scoraggiare i datori di lavoro nell’utilizzare, a un salario artificialmente definito, i lavoratori scarsamente qualificati. In questo senso i salari minimi potrebbero distruggere posti di lavoro per i lavoratori con le skill più basse.

Perciò, se un salario minimo possa ridurre la povertà o aiuti le famiglie a basso reddito, dipende da come sono distribuiti i redditi in un nucleo famigliare e dalla composizione in termini di formazione dei membri della famiglia. Chiaramente, l'effetto sui processi è critico: anche se un salario minimo più elevato non distrugge posti di lavoro, dal punto di vista della società si tratta di un corposo impegno di risorse economiche.

Gli economisti del lavoro hanno studiato a lungo l’effetto dei salari minimi sul mercato del lavoro. Questo documento introduttivo intende definire i salari minimi da un punto di vista economico, spiegare i metodi teorici per stimare gli effetti del salario minimo sui posti di lavoro e illustrare alcune vie empiriche di fissazione di salari minimi.

Informazioni aggiuntive

Data d'inizio
11.08.2015
Data di fine
11.02.2016
Durata
6 Mesi
Stato
Concluso