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Living, Dwelling and Building in the Alps

People

Lorenzetti L.

Course director

Description

Per lunghi secoli, le Alpi sono state considerate uno spazio “misterioso”, ostile, soggetto alle forze della natura, e per questi motivi poco adatte alla vita dell’uomo e ad accoglierne gli insediamenti. Ciò nonostante, fin dall’età antica le Alpi sono state frequentate dall’uomo, il quale vi ha trovato risorse e mezzi di sostentamento. Nel corso del Medioevo l’area alpina è stata oggetto di un diffuso processo di colonizzazione che ha portato alla formazione di un territorio vieppiù antropizzato. Da allora, le Alpi sono diventate uno “spazio di vita” in cui ha preso forma una “civiltà” caratterizzata da un intimo e specifico rapporto con la natura e con l’ambiente ma che, allo stesso tempo, ha nutrito la sua identità attraverso la simbiosi con il mondo urbano extra-alpino. 
Le dinamiche demografiche degli ultimi anni evidenziano le rotture delle forme del “vivere” nelle Alpi, ma anche la reinvenzione di quelle del passato, ad esempio attraverso il recente emergere di pratiche residenziali basate su mobilità e forme di plurilocalismo che contribuiscono a ridefinire la collocazione delle Alpi all’interno degli spazi metropolitani perialpini e, in un’ottica più generale, a modificare la natura del rapporto tra centro e periferia all'interno di logiche “metromontane”.
In quanto “spazio di vita”, nel corso della storia le Alpi hanno espresso una varietà di soluzioni del “vivere” e dell’”abitare” che rimandano ai complessi intrecci tra le variabili socioculturali e quelle funzionali e ambientali. In tale contesto, la modernità ha rappresentato un importante snodo. Reinventandone le forme, essa ha contribuito all’elaborazione di nuovi linguaggi del “costruire” che, pur rivendicando la loro alterità rispetto alla città industriale, trovano origine e ispirazione nei suoi modelli sociali, economici e culturali. 
Intrecciandosi con i processi di folkorizzazione e di tipizzazione, nel corso degli ultimi decenni tale evoluzione ha alimentato un esteso movimento di patrimonializzazione. Più recentemente, tuttavia, la presa di coscienza di questo processo di assimilazione e di omologazione ha portato a ripensare il rapporto tra “vivere” e “abitare” nelle Alpi e a rimettere lo spazio – a lungo visto come una variabile dipendente – al centro dei processi di sviluppo, valorizzando le molteplici “regionalità” in quanto espressioni di “ecosistemi” socioeconomici e culturali in grado di dare un senso al “costruire”. In tale ottica, nel presente come nel passato, il rapporto con la natura rappresenta una sfida che mette in gioco la capacità dell’uomo di dialogare con le sue dinamiche e le sue “regole”. Per tale motivo, sempre più, di fronte ai cambiamenti climatici, “vivere”, “abitare” e “costruire” nelle Alpi significa rispondere agli attuali bisogni di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

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