Cultura e scrittura in lingua italiana
Persone
Docente titolare del corso
Descrizione
Il corso tratta di come la cultura italiana viene assunta e rappresentata letterariamente in un campione di scritture contemporanee della migrazione.
La letteratura della migrazione, che sarà esaminata attraverso un repertorio di testi in prosa in lingua italiana, è un fenomeno emerso in Italia a partire dagli anni Novanta del Novecento, sulla scorta di fatti di cronaca (immigrazioni di massa, crimini di natura razziale) e di iniziative culturali improntate al dialogo interculturale (il premo letterario Eks&Tra, la banca dati Basili, che documenta estensivamente la produzione letteraria in italiano di scrittrici e scrittori migranti, ecc.). Mentre i primi rilevamenti critici erano interessati soprattutto all’aspetto testimoniale di questo nuovo genere (con la messa al centro dell’esperienza dell’esilio e del senso di straniamento dei migranti nel paese di accoglienza), o sulla sua natura più etnografica e sociologica (la narrazione della subalternità, della marginalità sociale), in anni recenti si è preso ad affrontare anche il tema del valore estetico delle opere di vere identità autoriali, e sulla loro annessione al canone letterario sulla base di un consapevole dialogo con la tradizione (Alfano De Cristofaro 2018).
Il corso si suddivide in due parti.
Una prima parte, di natura istituzionale, riflette su esempi storici di eteroglossia europea (G. Folena,1983), soffermandosi sugli aspetti culturali e linguistici dell’adozione dell’italiano come lingua di prestigio culturale nell’Europa cosmopolita del Settecento.
La seconda parte monografica prende in esame autrici postcoloniali e della diaspora, con un'attenzione mirata alla ricostruzione, reale o affabulata, della memoria del paese d'origine. I testi prescelti, Adua di Igiaba Scego (2015) e Nostalgia di Tezeta Abraham (2024), risultano accomunati da figure di donne che portano iscritta nel nome la propria origine e il proprio destino: Adua, nome di battaglia e di sconfitta coloniale, e Tezeta, che in amarico - lingua etiope - significa “nostalgia”. In entrambi i testi la memoria del paese d'origine affiora in forma intermittente e per frammenti, storici nel caso di Scego, familiari nel caso di Abraham. Non lineare, ma biforcata, si rivela inoltre anche la struttura temporale di entrambi i romanzi. A completamento critico del percorso, si porrà la raccolta Controverse. Scrivere in diaspora, a cura di Livia Apa e Ubah Cristina Ali Farah (2025), un dialogo tra più autrici di generazioni diverse, che riflette coralmente sulle condizioni, le poetiche e le tensioni identitarie della scrittura in diaspora in lingua italiana.
Modalità di insegnamento
In presenza
Programma
- Bachelor of Arts in Lingua, letteratura e civiltà italiana, Lezione, Letteratura (lettura, scrittura e metodi), 3° anno