Quantum Indeterminacy. A Metaphysics for Spontaneous Collapse Models of Quantum Mechanics
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Abstract
La MQ è la teoria fisica che ci permette di comprendere le interazioni fondamentali del mondo microscopico, ed è di conseguenza centrale per la nostra comprensione del mondo naturale. È però noto che questa teoria abbia alcune conseguenze che vanno in forte contrasto con le nostre intuizioni quotidiane. Ad esempio, gli esperimenti paiono suggerire che le particelle microscopiche possano avere proprietà incompatibili, possano occupare più luoghi allo stesso tempo, o persino che riescano in qualche modo a comunicare a distanza. Tali conseguenze, proprio in quanto largamente confermate sperimentalmente, sono tali da imporre sostanziali revisioni al nostro apparato concettuale. Il progetto intende affrontare tali conseguenze sviluppando una nuova metafisica che definisco 'metafisica dell'indeterminatezza ontologica'. L'indeterminatezza ontologica, in breve, è l'idea che il mondo sia tale da permettere l'esistenza di stati di cose intrinsecamente non determinati e definiti. Nel progetto propongo di applicare tale nozione al fine di meglio comprendere le stranezze del mondo quantistico. In una prima parte del progetto, affronto la questione filosofica di come definire la nozione di indeterminatezza ontologica. Nella seconda parte propongo di applicare tale nozione alla MQ, e mostro come essa permetta di produrre originali soluzioni ai problemi ampiamente discussi in fisica e filosofia della scienza. In particolare, nel progetto concentrerò la mia attenzione ad una serie di teorie quantistiche, note come 'teorie del collasso spontaneo', che ritengo ampiamente promettenti e che, come mostrerò, possono meglio essere comprese proprio mediante il lavoro filosofico di analisi della nozione di indeterminatezza ontologica. Il progetto viene svolto con gli strumenti della 'filosofia analitica' e della 'metafisica naturalizzata'. La principale assunzione metodologica, è dunque che la metafisica e le nozioni da essa sviluppate siano a volte utili, come una sorta di cassetta degli attrezzi, a comprendere in modo sistematico le teorie scientifiche. Benché questa sia una assunzione che faccio in modo esplicito, e che dunque non difendo oltre, ritengo che il successo del progetto possa dare evidenza indiretta a quest'ipotesi metodologica. Infatti, se di successo, il progetto indicherà che possa esserci una fruttuosa interazione fra fisica e filosofia.