Linguistica pragmatica
Persone
Miecznikowski-Fuenfschilling J.
Docente titolare del corso
Descrizione
La lingua nell’interazione. Convenzioni, meccanismi, istinti
Nel corso si riprendono nozioni introdotte nei corsi di bachelor quali l’atto linguistico, la testualità e l’inferenza pragmatica per in seguito sviluppare un approccio interazionale all’agire linguistico. La linguistica interazionale deve molto all’analisi della conversazione (AC), che ha la sua origine nella sociologia di stampo etnometodologico, ma integra anche metodi e nozioni provenienti dalla linguistica, dallo studio della gestualità e dalle scienze cognitive. Sul piano teorico si chiede, fra l’altro, come le proprietà strutturali dell’interazione faccia a faccia, congiuntamente ai vincoli imposti dal corpo e dalla cognizione umani, influiscano sulle strutture linguistiche; se ne percepisce l’eco in modelli esplicativi dell’evoluzione del linguaggio proposti dalla linguistica pragmatica recente. In questa riflessione si intrecciano senza soluzione di continuità le metafore naturalistiche – istinti, habitat, nicchia ecologica – e quelle riferite ad artefatti – meccanismo, impalcatura, motore – rinnovando il dibattito sulla natura del linguaggio, la sua diversità e il ruolo delle convenzioni sociali.
La parte monografica del corso verte sui segnali discorsivi, vale a dire espressioni brevi, a se stanti o poco integrate sul piano sintattico, che servono all’organizzazione del discorso e dell’interazione. I segnali discorsivi in italiano comprendono innanzitutto forme classificate dalla tradizione grammaticale come interiezioni, avverbi o congiunzioni. Possono avere funzioni specifiche, dipendenti fortemente dalla singola lingua, come quelle di un niente o di un allora in italiano; ma i segnali più frequenti nel discorso svolgono funzioni interazionali più basilari e universali, relative per esempio alla modalità di ricezione del discorso: incoraggiare il/la parlante attuale a continuare il suo discorso (mhm), richiedere la riparazione immediata di un problema (eh?), prendere atto di una notizia (ah). Se concetti come quello tradizionale di interiezione o quello goffmaniano di ‘grido di reazione’ sembrano sottolineare l’emotività istintiva di chi usa tali segnali basilari, la prospettiva interazionale preferisce porre l’accento sull’economia del loro funzionamento come parti integranti di meccanismi conversazionali come l’alternanza dei turni e l'ingranaggio delle azioni che si sussegono nel tempo.
Accanto alle lezioni teoriche si presenteranno i metodi della linguistica interazionale, in particolare la raccolta e l’analisi di registrazioni trascritte e l’interrogazione dei corpora del parlato. A questi aspetti si dedicherà una parte del corso di carattere seminariale, che sarà sviluppata lungo l’intera durata del semestre e permetterà alle/i partecipanti di raccogliere i propri materiali e di condurre delle analisi sui segnali discorsivi.
Obiettivi
- Conoscere nozioni fondamentali di linguistica pragmatica e interazionale;
- Saper definire la categoria dei segnali discorsivi e illustrarla con esempi italiani;
- Saper documentare l'italiano parlato tramite audioregistrazione e trascrizione;
- Saper individuare, in una conversazione trascritta, fenomeni tipici dell'interazione faccia a faccia e i loro correlati linguistici.
Modalità di insegnamento
In presenza
Impostazione pedagogico-didattica
Il corso prevede una parte teorica, che comprenderà lezioni ex cathedra e la discussione di letture, e una parte seminariale incentrata sulla raccolta, trascrizione e analisi di registrazioni della lingua parlata.
Modalità d’esame
Esame scritto. Le studentesse e gli studenti risponderanno a tre di quattro quesiti proposti. La materia d’esame comprenderà gli argomenti presentati e discussi a lezione, l'esercizio svolto nella parte seminariale e la bibliografia d’esame.
Programma
- Master in Storia e teoria dell’arte e dell’architettura (90 + 30 ECTS), Lezione, Corso a scelta, A scelta, 1° anno
- Master of Arts in Lingua, letteratura e civiltà italiana, Lezione, 1° anno