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Greta Guarda

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Biografia

Greta Guarda studia Biologia molecolare all’Università di Zurigo e svolge il lavoro di Diploma al Politecnico federale di Zurigo. In seguito, dal 2004 al 2007, svolge il dottorato all’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), a Bellinzona, studiando l’immunità mediata dai linfociti T. Nel 2007 inizia a lavorare come post-doc all’Università di Losanna, dove diventa “senior lecturer” nel 2010. In questo periodo studia i recettori di tipo NOD ed il complesso infiammatorio denominato “inflammasome”. Nel 2012 fonda il suo gruppo di ricerca grazie ad una “professorship” del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca e ad un fondo di ricerca europeo “Starting Grant”. Nel 2018 Greta Guarda torna all’IRB come direttore di laboratorio e dal 2019 è Professore straordinario all'Università della Svizzera italiana dove è nominata Vice Decano alla ricerca nel 2021. Dal 2016 è membro della Commissione etica federale sulle biotecnologie non-umane e dal 2020 è membro della Swiss Academy of Sciences, Forum for Genetic Research. Per le sue contribuzioni scientifiche ha ricevuto il Premio Fondazione Dr. Ettore Balli 2018, il Pfizer Research Prize 2019 e il Friedrich Miescher Award 2020.

Pubblicazioni

Ricerca

La nostra ricerca si concentra sull’interazione tra il complesso maggiore di istocompatibilità di classe I, i linfociti T citotossici e le cellule “natural killer” nel contesto di patologie infettive o tumorali. Infatti, il riconoscimento da parte dei linfociti T di cellule infettate o cancerogene dipende dall’espressione di questo complesso. Grazie ad una strategia di riconoscimento complementare, i linfociti “natural killer” riconoscono ed eliminano invece cellule pericolose che hanno perso l’espressione del complesso maggiore di istocompatibilità di classe I, che si rivela quindi centrale nel funzionamento del sistema immunitario. Il nostro gruppo studia nuovi meccanismi molecolari che regolano l’espressione di questo complesso, come pure la funzione ed il metabolismo dei linfociti in determinate condizioni patologiche. A questo scopo, utilizziamo approcci genetici, genomici, biochimici, molecolari e modelli traslazionali.