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Letteratura dell'infanzia

Persone

Bisello E.

Docente titolare del corso

Descrizione

Come ha mostrato Philippe Ariés (Padri e figli nell'Europa medievale e moderna, 1960), la “scoperta” dell’infanzia è un portato dell’epoca moderna. Il culto della fanciullezza vede il proprio culmine nel Novecento, salutato ai suoi esordi come il “Secolo del bambino” (E. Key, 1900), segnato da riforme e manifesti a tutela dell’età dell’innocenza. La preservazione di un’ideale integrità originaria è alla base della corrente culturale del Primitivismo, che, in auge soprattutto tra Otto e Novecento, equipara la fanciullezza allo stadio aurorale dell’uomo, quello di Adamo nel Genesi o della mitica età dell’oro. Nel corso del XX secolo si susseguono così provvedimenti legislativi che sanciscono i diritti dell’infanzia (dalla Convenzione di Ginevra, 1924, fino alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, 1989), accanto al sorgere di una rinnovata pedagogia, di un’editoria dedicata e di numerose iniziative sociali. 

Nell’ottica del tema annuale “Naturale / artificiale”, il corso affronta alcune espressioni artistiche, in specie poetiche, che vedono nel bambino l’idea stessa di natura non compromessa dall’artificio della civiltà, creando immagini che a loro volta incidono sulla vita reale dei bambini. La letteratura, in particolare, assimila la lingua della poesia a quella sorgiva del bambino, distante da quella opaca e referenziale degli adulti (Y. Bonnefoy, 2007). La poesia non fornirebbe cioè uno mero sguardo sull’infanzia ma lo sguardo dell’infanzia stessa. 

Ben sintetizza la coppia dialettica “Naturale/artificiale” applicata all’infanzia Cristina Campo: mentre la poesia è connaturata a un’intuizione primigenia, a «un’immagine della prima infanzia» (Della fiaba, Gli imperdonabili, 1987), essa muore «non appena affiori la tecnica», ovvero l’educazione, un omologante «artigianato del vivere» (Fiaba e mistero e altre note, 1962) che trascina con sé anche l’incanto infantile.

In parallelo, anche la letteratura per bambini, ancora oggi “grande esclusa” dai generi letterari riconosciuti dalla tradizione (F. Butler, La grande esclusa, 1978), deve paradossalmente alla propria emarginazione il suo maggiore spazio di libertà, che sfugge alla convenzione del canone e ai suoi protocolli estetici, sociali ed editoriali.

Obiettivi

Il corso intende fare conseguire le seguenti capacità:

  • Sapere tracciare un percorso ragionato nel panorama della cultura italiana, lungo il Novecento, che rifletta sulle innovazioni artistiche e pedagogiche riguardanti l’infanzia, con particolare attenzione alla rappresentazione letteraria del bambino, soprattutto nella poesia e nella fiaba;
  • fare dialogare il corpus testuale proposto (poesie, fiabe, racconti, albi illustrati, saggistica) con le svolte storiche e culturali relative all’infanzia nel XX secolo;
  • estendere anche ad altre produzioni testuali le competenze di lettura e commento critico acquisite durante il corso.

Modalità di insegnamento

In presenza

Impostazione pedagogico-didattica

Lezioni in presenza con momenti di discussione comune  

Modalità d’esame

Progettazione di uno strumento didattico (in poesia o in prosa con fiabe e favole) a partire da raccolte d’autore. 

In allegato Bibliografia e Programma d'esame

Offerta formativa